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Visualizzazione dei post da dicembre, 2025

Detrazione IVA di fine anno

  La detrazione IVA sulle fatture di fine anno non può essere “retro-imputata” al 2025 se il documento di acquisto viene ricevuto nel 2026: in tal caso l’imposta a credito confluisce, di regola, nella liquidazione del nuovo anno. La possibilità di recuperare l’IVA non detratta rimane comunque aperta, entro limiti temporali ben definiti, tramite dichiarazione annuale e, in ultima istanza, dichiarazione integrativa “a favore”. Presupposti per il diritto alla detrazione -  Il diritto alla detrazione sorge quando: l’imposta è divenuta esigibile (requisito sostanziale); il cessionario/committente è in possesso di una fattura regolare ex  art. 21  D.P.R. n. 633/1972 (requisito formale). La circolare 1/E/2018 chiarisce che il diritto è esercitabile al più tardi con la dichiarazione IVA relativa all’anno in cui entrambi i requisiti si sono verificati. Fatture  a cavallo d’ anno e art. 1  D.P.R. n.  100/1998 -  In via ordinaria, l’ art. 1  D.P.R. n. 1...

Gli aspetti fiscali delle cene di Natale

Sovente, in prossimità delle festività natalizie, le   imprese organizzano   delle   cene o pranzi per lo scambio degli auguri . Tali “eventi” rientrano nel novero delle  prestazioni gratuite di servizi . In particolare, detta tipologia di spesa, alla luce di quanto indicato dall’Agenzia delle Entrate, con la   circolare n. 34/E/2009 , si può considerare   di rappresentanza   solo nel caso in cui   non siano   presenti esclusivamente i dipendenti dell’impresa . Nel dettaglio, l’Amministrazione finanziaria, all’interno del par. 4 del documento citato, afferma: « Nel caso di  spese sostenute per feste, ricevimenti e altri eventi  di intrattenimento organizzati in occasione di  ricorrenze aziendali, di festività nazionali  o religiose ovvero in occasione dell’inaugurazione di nuove sedi, uffici o stabilimenti, ai fini della qualificazione delle medesime come spese di rappresentanza  […] , si ritiene necessario documentar...

Creare una HOLDING

  La  creazione della holding  può sembrare operazione alquanto banale in quanto si risolve in una  mera costituzione di una società  o in una operazione di  aumento del capitale  sociale di una  società preesistente . Invero, molte sono le attenzioni da porre in via preventiva, in quanto  alcuni errori potrebbero inficiare l’operazione  precludendo il regime di realizzo controllato o generando delle  donazioni indirette che potrebbero creare problemi successori  (per tacer delle possibili osservazioni del Fisco). Non entriamo, in questa sede, nel merito delle  ragioni che possono indurre il contribuente a crearsi la holding , che potrebbero andare dall’esigenza di favorire il ricambio generazionale a quella di gestire meglio gli assetti di governance o,  anche di tutelare il patrimonio . Non entriamo, altresì, nel merito di eventuali  profili di abuso dell’operazione  che devono essere attentamente va...

Affitti brevi 2026: con tre appartamenti scatta l'obbligo di Partita IVA

La legge di bilancio 2026 introduce obblighi fiscali e previdenziali per chi affitta più di due immobili. Tra i requisiti, l'apertura della partita Iva e l'iscrizione alla camera di commercio e all'Inps Dal  1° gennaio 2026 , chi  loca in affitto breve almeno 3 appartamenti  sarà considerato  imprenditore a tutti gli effetti .  Obbligo di apertura della Partita IVA , uscita dalla gestione “privata” e applicazione delle regole fiscali e previdenziali dell’attività d’impresa. La novità arriva da un  emendamento alla Manovra 2026  e mette un punto fermo a un tema rimasto per anni in zona grigia. La regola chiave 1 o 2 appartamenti  → attività  non imprenditoriale  (salvo organizzazione complessa) 3 o più appartamenti  →  attività imprenditoriale obbligatoria Non conta: la piattaforma utilizzata (Airbnb, Booking, ecc.) la durata dei soggiorni il fatto che gli immobili siano nello stesso Comune o meno Conta  il numero degli imm...

Acconto IVA 2025

Entro il   29 dicembre 2025   (il 27 dicembre cade di sabato) i   contribuenti con partita IVA   sono tenuti a versare, laddove dovuto, l’ acconto IVA 2025 . L’obbligo riguarda la generalità dei   soggetti passivi d’imposta , quindi,   imprenditori individuali, società di persone, società di capitali,   enti commerciali, lavoratori autonomi, Pubbliche amministrazioni, ecc.. L’acconto IVA va calcolato utilizzando  uno dei seguenti 3 metodi : il metodo  storico ; il metodo  previsionale ; il metodo  effettivo . Sulla base del  metodo storico , l’acconto IVA va calcolato in misura pari all’ 88%  di una base di riferimento che varia a seconda della periodicità di liquidazione adottata. Va da sé che non sarà dovuta alcuna somma a titolo di acconto laddove la base di riferimento si sia chiusa a  credito . Di contro, l’acconto IVA dovrà essere versato allorché la base di riferimento evidenzi un saldo a  debito . La...

Il 31 dicembre 2025 scade il termine di decadenza per l'accertamento di alcune annualità

Il  31 dicembre  è l'ultimo giorno utile per l'Amministrazione finanziaria per notificare gli  avvisi di accertamento  relativi alle annualità rientranti nei  termini ordinari di decadenza . L' adesione al CPB  sposta la scadenza al  2026 , mentre la  sanatoria  estende il potere di accertamento fino al  2028 . Questo rende la  decadenza variabile  a seconda delle scelte di  compliance  del contribuente. Nella maggior parte dei casi, il 31 dicembre 2025 continuerà a rappresentare la data naturale di decadenza per: il periodo d'imposta  2019 , per tutti i contribuenti, il periodo d'imposta  2020 , ma solo per chi ha un punteggio ISA pari o superiore a 8, il periodo d'imposta  2021 , per i contribuenti che utilizzano esclusivamente mezzi tracciabili. Tuttavia, per i contribuenti che hanno aderito al CPB, queste stesse annualità si spostano automaticamente al 31 dicembre 2026, mentre per chi abbia optato p...