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Auto aziendali e fringe benefit: semplificazione

Con l'approvazione del cd. Decreto Omnibus il legislatore è intervenuto nuovamente sulla disciplina delle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti , modificando le metodologie di quantificazione del cd. fringe benefit auto con decorrenza dal periodo di imposta 2026: proviamo a comprendere l' estensione delle modifiche . Fringe benefit auto aziendali: com'era Partiamo dalle basi. Come ben sapete, il fringe benefit per le autovetture aziendali è attualmente determinato basandosi su una distinzione fondata sulla tipologia di alimentazione del veicolo , in virtù dell’art. 51 c. 4 lett. a TUIR, così come modificato dal citato comma 48 della legge di bilancio 2025.  Ne deriva che, a partire dal 1° gennaio 2025, per i veicoli endotermici (benzina, diesel, GPL) concorre alla partecipazione del reddito un ammontare pari al 50% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale annua di 15.000 chilometri . Per calcolare tale importo occorre prendere a riferimento...
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Trust con Legge di San Marino: interposizione fittizia e obblighi fiscali

  La Risp. AE 18 giugno 2026 n. 125 dell'Agenzia delle Entrate definisce il trattamento fiscale e gli obblighi di monitoraggio di un trust familiare residente in Italia , formalmente regolato dalla Legge di San Marino e istituito per provvedere al mantenimento e alla formazione di 2 beneficiarie. La Risp. AE 18 giugno 2026 n. 125 dell'Agenzia delle Entrate analizza la qualificazione fiscale di un trust familiare residente in Italia , regolato dalla Legge di San Marino . Nonostante l'apparente struttura formale, la commistione di ruoli tra trustee e beneficiarie e la previsione di anticipazioni patrimoniali illimitate a favore di una società di famiglia escludono l'autonomia gestionale del trust. L'Amministrazione finanziaria configura la fattispecie come un' interposizione fittizia , negando la soggettività passiva autonoma del trust. Di conseguenza, i redditi sono imputati per trasparenza direttamente alle beneficiarie residenti, sulle quali gravano anch...

Imposta di soggiorno: dichiarazione entro il 30 giugno 2026

Il Modello della dichiarazione dell’ imposta di soggiorno deve essere presentato telematicamente entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui si è verificato il presupposto impositivo. La tassa di soggiorno (più correttamente chiamata imposta di soggiorno ) è un tributo locale applicato ai viaggiatori che pernottano nelle strutture ricettive di un Comune diverso da quello di residenza. I fondi raccolti vengono reinvestiti dall'amministrazione locale nel miglioramento dei servizi turistici, nella promozione culturale e nella manutenzione del territorio. Premesso ciò, tutti i titolari di strutture ricettive alberghiere , extralberghiere e i titolari di locazioni turistiche e brevi che riscuotono l’imposta di soggiorno per conto dei Comuni che hanno istituito tale tributo sono tenuti a presentare entro il prossimo 30 giugno 2026 la dichiarazione telematica sulla imposta di soggiorno relativa all’anno di imposta 2025. Questo rappresenta un adempimento ulteriore rispet...

REDDITI 2026: calendario diversificato a seconda del regime fiscale

Il DL 89/2026 riscrive il calendario fiscale per i contribuenti ISA , forfettari e minimi , concedendo una proroga per i versamenti di saldo 2025 e primo acconto 2026 al 20 luglio senza maggiorazioni, o al 19 agosto con lo 0,80%. Resta invece invariato il termine del 30 giugno per i soggetti non-ISA . Contribuenti non-ISA: lo sbarramento del 30 giugno e la finestra con maggiorazione Per la vasta platea di soggetti che non risultano interessati dagli Indici Sintetici di Affidabilità fiscale , la data da segnare in rosso sul calendario rimane quella tradizionale. Tutti i versamenti a saldo e in acconto risultanti dalla dichiarazione dei redditi devono essere eseguiti entro il 30 giugno 2026 . In questo raggruppamento rientrano i lavoratori dipendenti con redditi aggiuntivi, i pensionati che scelgono il modello Redditi Persone Fisiche anziché il 730, i titolari di patrimoni immobiliari rilevanti e tutte le società o imprese escluse dai parametri ISA per motivi strutturali o dimen...

Parità di trattamento e trasparenza retributiva: le nuove regole per le aziende dal 7 giugno 2026

  Premessa Con il D.Lgs. 7 maggio 2026, n. 91, il legislatore ha recepito le Direttive UE 2024/1499 e 2024/1500 introducendo una profonda riforma del sistema di contrasto alle discriminazioni. Il provvedimento istituisce il nuovo Organismo per la Parità, autorità indipendente destinata a diventare il principale punto di riferimento nazionale per la tutela contro le discriminazioni nei luoghi di lavoro e nell'accesso a beni e servizi. L'obiettivo della riforma è rafforzare la tutela sostanziale dei lavoratori e promuovere modelli organizzativi maggiormente inclusivi, trasparenti e verificabili. Contestualmente all'entrata in vigore del D.Lgs. n. 91/2026, dal 7 giugno 2026 entra in vigore anche il D.Lgs. n. 96/2026, che recepisce la Direttiva (UE) 2023/970 sulla trasparenza retributiva tra uomini e donne. I due provvedimenti sono strettamente collegati: il primo rafforza la tutela contro le discriminazioni, mentre il secondo introduce nuovi obblighi di trasparenza...