Dal 1° luglio cambia la regola di default sulla previdenza complementare. Il neoassunto è iscritto d'ufficio. Per dire di no ha 60 giorni. Non è più una scelta su dove far confluire il TFR: è un'adesione automatica a una forma previdenziale, con TFR, contributo datore e contributo lavoratore. Dal 1° luglio 2026 cambia la logica di fondo del rapporto tra TFR e fondi pensione. Non si tratta più di scegliere dove destinare il trattamento di fine rapporto, ma di un' iscrizione automatica del lavoratore alla previdenza complementare, che il singolo può rifiutare entro una finestra ristretta. È il passaggio dal silenzio-assenso all' auto-enrolment . Attorno a questo perno, la riforma muove altre cinque leve: deducibilità, modalità di investimento, forme di erogazione, portabilità e tutele. Di seguito un quadro operativo, profilo per profilo, con gli adempimenti per le aziende e i punti ancora aperti. 1. Perché il secondo pilastro diventa strategico Il sistema pension...
Con l'approvazione del cd. Decreto Omnibus il legislatore è intervenuto nuovamente sulla disciplina delle auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti , modificando le metodologie di quantificazione del cd. fringe benefit auto con decorrenza dal periodo di imposta 2026: proviamo a comprendere l' estensione delle modifiche . Fringe benefit auto aziendali: com'era Partiamo dalle basi. Come ben sapete, il fringe benefit per le autovetture aziendali è attualmente determinato basandosi su una distinzione fondata sulla tipologia di alimentazione del veicolo , in virtù dell’art. 51 c. 4 lett. a TUIR, così come modificato dal citato comma 48 della legge di bilancio 2025. Ne deriva che, a partire dal 1° gennaio 2025, per i veicoli endotermici (benzina, diesel, GPL) concorre alla partecipazione del reddito un ammontare pari al 50% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale annua di 15.000 chilometri . Per calcolare tale importo occorre prendere a riferimento...