In questi mesi l’Agenzia delle Entrate sta focalizzando l’attenzione sulla detenzione di cripto-attività ante 2023 e relative plusvalenze. Dopo anni di attenzione da parte di UIF e Guardia di finanza sul rischio di utilizzi opachi e di possibili schemi elusivi, stanno iniziando ad arrivare le “famigerate” lettere di compliance ai contribuenti che, dalle banche dati disponibili, risultano aver movimentato o detenuto asset digitali senza una piena coerenza con gli obblighi dichiarativi.
Normativa di riferimento
Si ricorda che fino al 2022 a livello nazionale:
- non esisteva una disciplina fiscale organica e specifica delle cripto-attività;
- il trattamento era ricostruito in via interpretativa e caso per caso, spesso assimilando le criptovalute alle valute estere;
- ai fini del monitoraggio fiscale, l’indicazione nel quadro RW era sostenuta dalla prassi e da orientamenti interpretativi, pur in assenza di una previsione normativa espressa per tutte le cripto-attività.
Con la Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022) la disciplina cambia radicalmente:
- viene introdotta una disciplina fiscale espressa delle cripto-attività;
- l’art. 67 TUIR inserisce la nuova categoria dei redditi diversi da cripto-attività (lett. c-sexies), tassando plusvalenze e altri proventi da rimborso, cessione a titolo oneroso e permuta, con imposta sostitutiva del 26% (elevata al 33% dall’1.1.2026) e franchigia di 2.000 euro (eliminata dal 2025);
- viene previsto espressamente l’obbligo di quadro RW per le cripto-attività.
Fine del periodo transitorio Micar
Sotto il profilo regolamentare appare utile ricordare che dall’1.7.2026:
- termina il periodo transitorio previsto dal Regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (MiCAR)
- per i VASP (Virtual Asset Service Providers)
- che hanno operato in base ai regimi nazionali.
In Italia, la Consob, in stretto coordinamento con la Banca d’Italia, ha autorizzato ad oggi 8 CASP, di seguito elencati: CheckSig, Conio, CryptoSmart, Hercle, Hodlie, Olliv Italia, Riv Digital e Young Platform. Inoltre, un intermediario bancario, Banca Sella, ha effettuato la notifica alla Banca d’Italia per la prestazione di servizi per le cripto-attività.
Alcuni operatori, tra cui Binance, hanno reso noto di aver ritirato la domanda Micar con conseguente blocco dell’operatività in Italia nel secondo semestre 2026.
Provvedimento 22 giugno 2026
In questo contesto si inserisce il Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 22 giugno 2026, n. 186865, che ha dato attuazione alle disposizioni del D.Lgs. n. 194/2025 sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale per i prestatori di servizi per le cripto-attività. Il provvedimento disciplina, tra l’altro, i soggetti obbligati ed esonerati, le modalità di registrazione unica, gli obblighi di notifica, le modalità e i termini di comunicazione dei dati, il rilascio delle ricevute, nonché lo scambio automatico delle informazioni con le autorità competenti estere.
Le lettere delle Entrate
Venendo alle comunicazioni consegnate in questi giorni, le segnalazioni ricevute evidenziano un elevato grado di dettaglio richiesto dall’Amministrazione finanziaria. I documenti, infatti, non si limitano a segnalare una possibile anomalia ma implicano la necessità di:
- ricostruire il portafoglio,
- dettagliare i flussi in entrata e in uscita, le operazioni di conversione,
- specificare i rapporti con gli intermediari,
- esibendo scambi e documentazione bancaria utile a verificare consistenza, origine e impiego delle somme.

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