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Rottamazione delle cartelle: piani flessibili e rate minime da 100 euro

Il nuovo schema di sanatoria fiscale prende forma mentre il Governo si prepara alla definizione finale della manovra 2026. In attesa dell’accordo con le banche sulle coperture, le versioni più aggiornate delle bozze delineano una “Rottamazione ” dal profilo più flessibile, ma improntata a una maggiore efficienza nella riscossione.
Resta escluso chi non ha presentato la dichiarazione dei redditi. Si va, però, verso una misura che ricomprenda tutte le cartelle notificate al 31 dicembre 2023, con rate diluite sui nove anni, senza fee all'ingresso con il recupero anche dei decaduti.


La novità principale riguarda l’introduzione di una rata minima da 100 euro. Questa soglia consente di adattare i piani di pagamento alla dimensione del debito, evitando la proliferazione di rate irrisorie. In sostanza, per importi fino a 5mila euro sarà previsto un calendario più breve, proporzionato al valore dovuto, invece dell’intero piano massimo di 54 rate bimestrali (9 anni).

L’obiettivo è duplice: ridurre i costi di gestione amministrativa dei microdebiti e rendere la riscossione più sostenibile per l’Erario. Per prevenire un uso strumentale della sanatoria, i tecnici propongono anche un primo versamento obbligatorio pari almeno al 5% del debito complessivo. La misura punta a scoraggiare le adesioni “di comodo”, tipiche delle precedenti rottamazioni, dove solo il 41% delle somme attese è effettivamente pervenuto, lasciando 48 miliardi di euro non riscossi.

Tuttavia, l’impostazione più rigorosa incontra le resistenze di una parte della maggioranza, che auspica condizioni d’accesso meno restrittive per non scoraggiare chi ha semplicemente avuto difficoltà economiche. Per esempio, con le nuove regole, un contribuente con un debito di 3mila euro potrebbe dilazionare il pagamento in 30 rate bimestrali (cinque anni), dopo un primo versamento di 150 euro.

Un altro punto cardine riguarda le esclusioni: non potranno beneficiare della misura i soggetti che hanno omesso i versamenti per dolo, né i debiti legati a multe, IMU o imposte locali. Sul fronte della decadenza, si introduce maggiore elasticità: la perdita dei benefici scatterebbe solo dopo due rate non pagate, anche non consecutive, invece di una sola come in passato.

Parallelamente, sul tavolo della manovra restano altre riforme fiscali aperte, tra cui la revisione del quoziente familiare per ampliare le detrazioni a chi supera i 75mila euro di reddito e ha figli a carico. Per i nuclei con minore capacità economica, invece, si studiano modifiche ai criteri ISEE, con la nuova soglia di esclusione della prima casa fissata a 92mila euro di valore, in rialzo rispetto agli attuali 52.500 euro.

Sintesi della nuova rottamazione
ElementoRegola previstaObiettivo
Rata minima100 euroEvitare micropagamenti e ridurre i costi di gestione
Durata massima del piano54 rate bimestrali (9 anni)Permettere piani flessibili proporzionati al debito
Debiti fino a 5.000 euroPiano più breve, calibrato sul multiplo della soglia minimaAccelerare il recupero dei crediti minori
Versamento iniziale minimo5% del debito complessivoLimitare le adesioni strumentali
Cause escluseDebiti per dolo, multe, IMU, altre entrate localiTutelare l’efficacia della sanatoria
DecadenzaDopo 2 rate mancanti, anche non consecutiveMaggiore tolleranza rispetto alle edizioni precedenti

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