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Iper-ammortamenti 2026: fino al 220% per investimenti innovativi

Dal 2026 tornano gli iper-ammortamenti: le imprese potranno beneficiare di una maggiorazione fino al 220% su investimenti innovativi e green, che sostituirà i crediti d'imposta 4.0 e 5.0. Lo prevede l'art. 95 DDL Bilancio 2026 approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 ottobre 2025.



Nel 2026 gli iper-ammortamenti sostituiranno i crediti d'imposta 4.0 e 5.0, con una maggiorazione fino al 180% 220% per investimenti in beni materiali e immateriali nuovi interconnessi e per iniziative di autoproduzione di energia. L'agevolazione, valida per chi prenota l'investimento nel 2026 e rispetta specifiche condizioni, prevede percentuali maggiorate per progetti con riduzione dei consumi energetici e richiede comunicazioni digitali tramite piattaforma GSE.

Nel dettaglio, l'art. 95 DDL Bilancio 2026 introduce una misura di grande impatto per la crescita delle imprese italiane: la maggiorazione dell'ammortamento per investimenti in beni strumentali. La norma si inserisce in una strategia nazionale volta a supportare la digitalizzazione, la modernizzazione produttiva e la transizione verso un'economia sostenibile, offrendo un incentivo concreto a chi investe nel futuro. 

Soggetti beneficiari e requisiti

La nuova disciplina si rivolge a tutti i titolari di reddito d'impresa che investono in beni strumentali nuovi. Tuttavia, per accedere all'agevolazione, è essenziale essere in regola con la normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e con i versamenti previdenziali e assistenziali. Sono escluse le imprese in liquidazione, fallimento, concordato senza continuità aziendale o soggette a procedure concorsuali, così come quelle destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001 o che non rispettano le norme di sicurezza e regolarità contributiva.

Investimenti agevolabili

La maggiorazione dell'ammortamento riguarda sia i beni materiali che immateriali strumentali nuovi, purché compresi negli allegati A e B L. 232/2016 e interconnessi al sistema aziendale o alla rete di fornitura. Sono compresi anche i beni materiali destinati all'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili per l'autoconsumo, inclusi impianti di stoccaggio e specifici moduli fotovoltaici. Gli investimenti devono essere orientati a ridurre i consumi energetici della struttura produttiva o dei processi aziendali.

Tempistiche e condizioni di accesso

L'agevolazione si applica agli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2026. È previsto un cosiddetto “termine lungo”: se entro il 31 dicembre 2026 l'ordine viene accettato dal venditore e viene versato almeno il 20% di acconto sul costo di acquisizione, l'investimento potrà essere completato entro il 30 giugno 2027 mantenendo il diritto alla maggiorazione.

Percentuali di maggiorazione

Il beneficio si articola su diversi scaglioni, a seconda dell'entità dell'investimento e delle caratteristiche dell'intervento.

Per investimenti fino a 2,5 milioni di euro, la maggiorazione è del 180%, che sale al 220% se si ottiene una riduzione dei consumi energetici della struttura produttiva di almeno il 3% o dei processi di almeno il 5%.

Per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro la maggiorazione è del 100% (o 140% in caso di riduzione energetica), mentre per investimenti tra 10 e 20 milioni di euro si applica una maggiorazione del 50% (o 90% se “green”). Questi valori si riferiscono esclusivamente alla determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria.

Investimenti “green”

La maggiorazione rafforzata, riservata agli investimenti che portano a un significativo risparmio energetico, richiede la dimostrazione di una riduzione dei consumi della struttura produttiva o dei processi aziendali. È considerata automaticamente raggiunta se si sostituiscono beni interamente ammortizzati da almeno 24 mesi con altri di nuova generazione, oppure se il progetto è realizzato tramite una ESCo con contratto EPC che prevede precisi obblighi di risultato energetico.

Adempimenti e procedure

Per ottenere la maggiorazione, è necessario trasmettere le comunicazioni e le certificazioni richieste tramite una piattaforma digitale gestita dal GSE. Occorre inoltre presentare tutta la documentazione tecnica a supporto degli investimenti e della riduzione dei consumi energetici ottenuta. Un decreto attuativo definirà nel dettaglio i criteri, i costi ammissibili, e le modalità di invio delle comunicazioni e delle certificazioni.

Cumulabilità e limiti

La misura è cumulabile con altri incentivi nazionali ed europei, a condizione che non si coprano le stesse quote di costo e non si superi l'importo effettivo dell'investimento. Restano comunque esclusi dal beneficio gli investimenti che già beneficiano di misure specifiche individuate dalla normativa.

Esclusioni e controlli

Non possono usufruire della maggiorazione le imprese in stato di crisi, liquidazione o soggette a procedure concorsuali, né quelle prive di regolarità in materia di sicurezza sul lavoro e contribuzione. La spettanza del beneficio è subordinata alla regolarità degli adempimenti, e la decadenza è prevista in caso di irregolarità o false dichiarazioni.

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