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Finanziamenti a fondo perduto: cosa sono e come accedervi

 


I finanziamenti a fondo perduto rappresentano una delle agevolazioni più ambite per le piccole e medie imprese (PMI) e i professionisti che desiderano avviare nuovi progetti o investire nell’innovazione. 
Ma cosa sono esattamente? 
E, soprattutto, come si fa a ottenere questi fondi? 

In questo articolo vedremo nel dettaglio cosa sono i finanziamenti a fondo perduto, quali sono i criteri di ammissibilità e come procedere per fare richiesta, con esempi specifici utili a PMI e studi professionali.

 

Cosa sono i finanziamenti a fondo perduto?

Come suggerisce il nome, i finanziamenti a fondo perduto sono contributi economici che non devono essere restituiti, offerti da enti pubblici per sostenere imprese e professionisti in determinati settori o fasi di sviluppo. Questi fondi possono essere utilizzati per una vasta gamma di progetti, dall’acquisto di nuove tecnologie all’espansione del business, dalla digitalizzazione alla formazione del personale.

I finanziamenti a fondo perduto sono strumenti preziosi perché alleggeriscono notevolmente il peso finanziario di chi decide di innovare o investire. Tuttavia, ottenere questo tipo di agevolazioni richiede una buona conoscenza delle procedure burocratiche e delle opportunità disponibili.

 

Criteri di ammissibilità

Per accedere ai finanziamenti a fondo perduto, le PMI e i professionisti devono soddisfare specifici requisiti stabiliti dai bandi di finanziamento. Questi requisiti possono variare a seconda del tipo di progetto, della dimensione dell’impresa e del settore in cui opera. Di seguito, alcuni dei principali criteri di ammissibilità:

  1. dimensione dell’impresa: spesso i finanziamenti sono destinati esclusivamente a micro, piccole e medie imprese, come definite dalla normativa europea. In genere, una PMI deve avere meno di 250 dipendenti e un fatturato inferiore a 50 milioni di euro;
  2. settore di attività: alcuni bandi sono riservati a determinati settori strategici, come la tecnologia, l’energia rinnovabile o la ricerca e sviluppo. È importante verificare che il proprio settore sia compreso tra quelli finanziabili;
  3. progetto specifico: i fondi a fondo perduto non sono concessi in modo generico, ma per progetti specifici. Ad esempio, un’impresa che intende digitalizzare i propri processi o un professionista che vuole avviare un nuovo servizio innovativo può presentare un progetto dettagliato per richiedere i fondi;
  4. territorialità: molti finanziamenti a fondo perduto sono destinati a specifiche aree geografiche, in particolare le regioni meno sviluppate o in transizione, per promuoverne lo sviluppo economico. Ad esempio, il Sud Italia beneficia di numerosi bandi dedicati alla crescita imprenditoriale;
  5. durata dell’attività: in alcuni casi, i finanziamenti sono riservati a nuove attività o startup, mentre in altri casi vengono preferite aziende già consolidate.

 

Come accedere ai finanziamenti a fondo perduto

Ottenere un finanziamento a fondo perduto richiede la partecipazione a un bando pubblico. Il processo, anche se burocratico, può essere affrontato seguendo alcuni passaggi chiave:

  1. monitorare i bandi disponibili: il primo passo è individuare i bandi pubblici che mettono a disposizione questi finanziamenti. Gli enti locali, regionali, nazionali e l’Unione Europea pubblicano regolarmente bandi per diversi settori. Siti web come Invitalia, Unioncamere o le pagine delle Regioni offrono una panoramica aggiornata delle opportunità;
  2. leggere con attenzione il bando: ogni bando contiene indicazioni precise sui requisiti, le modalità di partecipazione e le spese ammissibili. Leggere attentamente il bando è essenziale per capire se il proprio progetto può essere finanziato e quali documenti sono necessari per la domanda;
  3. preparare un progetto dettagliato: la domanda di finanziamento richiede quasi sempre la presentazione di un progetto specifico. Questo documento deve includere un piano di spesa dettagliato, la descrizione degli obiettivi del progetto e una previsione dei benefici economici che l’investimento porterà. Ad esempio, una PMI che vuole sviluppare un nuovo prodotto tecnologico deve spiegare chiaramente come i fondi verranno utilizzati e quali vantaggi competitivi deriveranno dall’investimento;
  4. presentare la domanda: una volta preparati tutti i documenti necessari, la domanda deve essere presentata secondo le modalità indicate nel bando, che possono prevedere l’invio online tramite piattaforme dedicate o in forma cartacea;
  5. valutazione del progetto: le domande vengono valutate da una commissione in base a criteri di merito, che possono includere l’innovatività del progetto, l’impatto occupazionale e la sostenibilità economica. I tempi di valutazione possono variare da qualche mese a un anno, a seconda della complessità del bando e del numero di domande ricevute.

 

Esempi di finanziamenti a fondo perduto

Per rendere più chiaro il concetto, vediamo alcuni esempi concreti di finanziamenti a fondo perduto disponibili per PMI e professionisti:

  • smart&start Italia: un’iniziativa di Invitalia che offre finanziamenti a fondo perduto per startup innovative. Questo bando copre fino al 30% delle spese ammissibili per progetti che riguardano l’innovazione tecnologica, con un limite massimo di 1,5 milioni di euro;
  • voucher per la digitalizzazione delle PMI: questo incentivo, gestito dal Ministero dello Sviluppo Economico, consente alle piccole e medie imprese di accedere a contributi a fondo perduto fino a 10.000 euro per l’acquisto di software, hardware e servizi che migliorino l’efficienza aziendale attraverso la digitalizzazione;
  • bando ISI INAIL: un finanziamento dedicato alla sicurezza sul lavoro. Le imprese possono ottenere fino al 65% delle spese sostenute per progetti che migliorano la sicurezza dei luoghi di lavoro, con un limite massimo di 130.000 euro;
  • Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): questo fondo offre contributi a fondo perduto per le PMI che desiderano investire in progetti di innovazione, sostenibilità ambientale o internazionalizzazione. Ogni regione italiana gestisce autonomamente il fondo, con bandi specifici per settori e territori.

 

Conclusione

I finanziamenti a fondo perduto rappresentano un’opportunità preziosa per PMI e professionisti che desiderano crescere e innovare senza dover affrontare il peso finanziario di un prestito. Tuttavia, è fondamentale conoscere bene i requisiti di ammissibilità e seguire con attenzione le procedure di partecipazione ai bandi pubblici.

Con un po’ di pianificazione e la giusta consulenza, è possibile accedere a questi fondi e utilizzarli per portare la propria attività a un nuovo livello di competitività e innovazione.

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