Il Consiglio dei Ministri, riunitosi il 17 ottobre 2025 a Palazzo Chigi sotto la presidenza di Giorgia Meloni, ha approvato il Disegno di Legge per il bilancio di previsione dello Stato per il 2026 e per il triennio 2026-2028. Tra le novità di maggior interesse si segnala l’incremento della soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici da 8 a 10 euro.
I buoni pasto rappresentano un servizio sostitutivo di mensa e vengono erogati come benefit ai lavoratori dipendenti delle aziende che non hanno una mensa aziendale, o come alternativa a quest’ultima.
Dal punto di vista fiscale, l’art. 5, comma 2, lettera c) del TUIR stabilisce che non concorrevano alla formazione del reddito di lavoro dipendente:
- i buoni pasto cartacei fino ad un importo complessivo giornaliero di 4,00 euro;
- i buoni pasto elettronici fino ad un importo complessivo giornaliero di 8,00 euro.
La manovra incentiva tale ultima tipologia di buoni incrementando sensibilmente la soglia di esenzione fiscale.
Formato del buono pasto | Limite di esenzione fiscale in relazione all’emissione del buono | ||
Fino al 2019 | Dal 2020 al 2025 | Dal 2026 (se confermato dalla manovra) | |
Cartaceo | 5,29 € | 4,00 € | 4,00 € |
Elettronico | 7,00 € | 8,00 € | 10,00 € |
La norma rafforza il quadro delle misure volte ad incentivare tale tipologia di strumento di welfare aziendale. Si ricorda infatti che dal 1° settembre scorso sono entrate in vigore le nuove disposizioni in materia di buoni pasto così come previste dalla Legge n. 193/2024, Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023.
In particolare, l’art. 37 ha esteso il limite del 5% alle commissioni a carico degli esercenti (previsto dal Codice dei contratti pubblici) a tutti gli accordi, comunque denominati, stipulati dalle imprese che emettono i buoni pasto, in forma cartacea o elettronica, e gli esercenti. Nei fatti anche per il settore privato vale il limite del 5% che alleggerisce gli esercenti interessati all’utilizzo degli stessi, di importo ora anche maggiorato.

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